Non riesco a togliere dalla mente il viso sorridente di quella ragazza che ha perso la vita in un attentato. A scuola. Io non mi capacito.

Ieri ho accompagnato midiMe al pronto soccorso, per il solito problema.
E finito tutto la vedevo correre per il corridoio, felice di non aver dovuto fare le analisi del sangue. Ed in quel momento ho sovrapposto la sua immagine a quella della ragazza, ed un dolore sordo mi è scoppiato dentro.

Una madre che perde un figlio. Già impossibile da accettare. Una madre che perde un figlio in un attento a SCUOLA. La mia mente non riesce neanche a formulare l’idea.

E stanotte la terra ha tremato fortissimo.

Che assurdo weekend.

Ieri 31 gradi, oggi 11 con pioggia e Bora.

Ieri mi sono instupidita guidando un macchinone, incapace di fare inversione, con umarell che mi guardava ed indicava la manovra giusta, e contromano senza neanche pensarci troppo (ma senza neppur esserme accorta).

Oggi catarsi insultando una sconosciuta, che guidava contromano (ahahah, che bello poter litigare senza pensarci troppo, lasciando che i freni si slaccino ed escano le parole più cattive che ho!)

Insomma sono una donna (in) controsenso

Ormai ho capito che questo blog mi serve per appuntare i buoni propositi che poi non metterò mai in atto.

Quindi, bando alle ciance, e cominciamo.

1) alzarsi quando la sveglia suona, e non mezz’ora dopo
2) riprendere a correre, almeno 2 volte alla settimana
3) smetterla con le cazzate

Mio nonno era ‘quello che gli faccio fare quello che mi pare’, che metteva sacchettini di sabbia in frigorifero per far credere di essere pazzo (ed in fondo in fondo un po’ lo era), quello che impiccava i topi morti e creava gli arcobaleni coi lampadari vecchi. Aveva le viole del pensiero in un bidet in giardino ed una tenda bellissima per farmi felice. Era quello che scriveva i biglietti di auguri sul cartone ondulato e veniva al matrimonio con un cane dai fiocchi bianchi. Mamma mia come mi manchi.

Nonostante il mio oroscopo mi abbia dato una insufficienza, devo dire che è stata una giornata caruccia. Non che sia successo alcunché, ma forse proprio per il fatto che non è successo nulla di male-brutto-deprimente. Questa è l’arte di accontentarsi.

E poi: quanto è bello guardarsi allo specchio, sentirsi, mmm, mica male, andare a prendere gli stivali con passo sicuro di chi cammina nella bellezza, e trovarci dentro un paciocchino?
Monito: ricordati sempre che sei mamma attempata.

Diciamo che questo anno non è certo iniziato baciato dalla luce amorevole delle stelle.
Sono depressa, arrabbiata, demotivata.
UFF.

200 cioccolatini, tra tartufi e praline, maneggiati ad uno ad uno dalle mie manine d’oro.
Se domani qualcuno si azzarda anche solo a fare una lieve e costruttiva critica alle mie creazioni sono certa che lo azzannerò al collo.

In compenso il pane con le olive è senza olive. Ma com’è che si dice? Nella buona e nella cattiva sorte…

Auguri a te che leggi. Macchetavraidaleggere…

sono sveglia e devo ancora cominciare a dormire. Considerando che alle 6.30 ci si sveglia, la vedo davvero dura. L’8 dicembre poteva andare meglio

No, perché quella del lunedì ha profonde e documentate radici sociologiche-culturali, ma quella del martedì? Anzi, ormai quella del mercoledì?
Un inizio settimana pesante, inspiegabilmente affossato ed impantanato… Credo di essere un tantino stressata.

Dopo aver scaldato ben bene il mio angolo di divano, mi alzo un secondo per bere e mi ritrovo il posto occupato dal gatto trippone.
Il tutto avviene ovviamente di notte, luci spente: quindi mi lascio cadere pesantemente sull’ex-mio posto, prendo paura, sento un rantolo, capisco… e poi mi sento pure in colpa per aver rischiato di farlo secco.
(n.d. nessun animale è stato maltrattato durante la stesura di questo post).

Iscriviti

Get every new post delivered to your Inbox.